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Area scientifica > Medicina subacquea
Alterazioni e malfunzionamento delle apparecchiature
Questi incidenti interessano il processo respiratorio interrompendolo completamente o interferendo con esso:
Sindrome da intossicazione da anidride carbonica (CO2)
Definizione:
È dovuta all’azione tossica dell’anidride carbonica sul Sistema nervoso centrale (SNC) quando si verifica un eccessivo aumento di questo gas nella miscela respirata.
Ciò può verificarsi a seguito del mancato assorbimento dell’anidride carbonica da parte della calce sodata presente negli autorespiratori rebreathing, o per mancata ventilazione ambientale nel momento in cui viene ricarica una bombola di aria compressa.
Prevenzione:
Occorre porre molta attenzione nel caricamento della calce sodata, nel chiudere bene il rubinetto a due vie in modo che l’acqua non possa bagnare la calce sodata, nel caso in cui si abbia il dubbio che la calce sodata possa essersi bagnata, occorre interrompere l’immersione.
È buona regola mantenere sempre una respirazione lenta e profonda, appena si sente affanno, riposarsi fino al momento in cui non si riprenda un giusto ritmo respiratorio, interrompere l’immersione nel caso in cui si avvertisse cefalea o difficoltà respiratoria.
Sintomi:
Sono direttamente correlati alla tensione del CO2 nei gas respiratori:
sino a 3% diminuzione delle capacità lavorative, aumento della profondità e frequenza degli atti respiratori
dal 5% al 6% cefalea prevalentemente frontale, difficoltà sensoriale, apatia, agitazione, vertigini, respiro affannoso e profondo con aumento del numero degli atti respiratori più che raddoppiato
dal 7% al 10% torpore evidente, vomito, vertigini, acufeni a tipo ronzio, sonnolenza, aumento ulteriore della ventilazione polmonare, segue la perdita di coscienza, con rilassamento muscolare, rallentamento della frequenza cardiaca, respirazione profonda e stertorosa, fortemente rumorosa, cianosi al volto ed alle mucose, congiuntive iperemiche, sudorazione, estremità fredde.
Terapia:
Praticare la RCP quando indicata nei casi gravi, ossigenoterapia normobarica, cardiocinetici.
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Ipossia ed anossia
Definizione:
È causata da un’ insufficiente risposta polmonare ad uno stato di relativa ipossiemia causata sia da un alto livello ematico di CO2 sia ad una alterata rsiposta cardiovascolare.
Si può verificare utilizzando un Autorespiratore a circuito chiuso o semichiuso quando la quantità di Ossigeno erogata risulta insufficiente per la profondità a cui si trova il subacqueo.
È dovuta ad una mancata utilizzazione dell’ossigeno da parte dei tessuti a causa della bassa pressione parziale dell’ossigeno nei gas respirati.
Possono essere dovute ad errato riempimento delle bombole con una miscela di gas diversa da quella segnata nell’etichetta della bombola stessa, nel caso del rebreathing mancata esecuzione del lavaggio del circuito e del sacco polmone prima dell’immersione, oppure esaurimento dell’ossigeno, oppure esaurimento dell’aria nell’immersione con bombole di aria compressa.
Prevenzione:
Controllare sempre i sensori dell’ossigeno e la taratura dell’apparecchio, non effettuare lavori eccessivamente faticosi specie ad una profondità compresa entro i 5 metri.
Controllare sempre accuratamente il contenuto delle bombole, nel caso del rebreathing lavare il circuito rimuovendone l’aria e riempirlo bene con la miscela, selezionare in modo adeguato il selettore dei flussi sia per la quantità (litri/Minuto) che per la profondità come richiesto in base alle direttive del modello in uso.
Sintomi:
Cefalea, ottundimento del sensorio, confusione mentale, iperpnea, tremori muscolari , vertigini sudorazione, difficoltà respiratoria, cianosi al volto. In caso di perdita di coscienza, la ripresa è rapida anche solo respirando aria normalmente.
La cefalea può persistere per alcune ore. Sono direttamente correlati alla tensione del O2 nei gas respiratori:
Dal 14% al 13% diminuzione della concentrazione e della capacità lavorativa
Dal 12% al 10% errori di giudizio e della capacità critica, iperpnea lieve, instabiltà emotiva
Meno del 10% obnubilamento del sensorio, ed infine lenta perdita di coscienza.
Clinicamente si evidenzia stato di incoscienza, cute e mucose pallide, iperpnea, con respiro superficiale, polso sottile e frequente, con troni cardiaci deboli, rilassamento muscolare e ipotermia, a questo quadro segue l’exitus a breve termine
In alcuni casi la sintomatologia può esser diversa con congestione del viso e delle congiuntive, cefalea, nausea, vertigini, con stato di agitazione o di catatonia.
Terapia:
Se lo stato di coscienza è compromesso, con alterazioni cardiache e del respiro,occorre praticare la RCP somministrando ossigeno. Ospedalizzare comunque il paziente.
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Intossicazione da ossido di carbonio
Definizione:
È causata dall’effetto tossico dell’ossido di carbonio. Le cause determinanti possono essere la presenza di ossido di carbonio nella miscela respirata per inquinamenti dovuti ai compressori con alterazione dei filtri, per vapori degli oli combustibili, per prese d’aria dei compressori in locali chiusi.
Prevenzione:
Utilizzare compressori in buone condizioni di efficienza, con filtri adeguati e prese d’aria aperte. La percentuale di Ossido di carbonio (CO) non deve superare lo 0,001% (10 parti per milione)
Sintomi :
Dipendono dalla concentrazione dell’ossido di carbonio, dalla durata dell’esposizione e dalla concomitante attività fisica.
Concentrazioni dello 0,06% per un’ora di esposizione provocano cefalea, per due ore di esposizione si può arrivare alla perdita di coscienza; concentrazioni dello 0,1% per un’ora di esposizione provocano perdita di coscienza, per quattro ore di esposizione provocano l’exitus. Concentrazioni maggiori possono portare direttamente all’exitus.
Manifestazioni tardive, a remissione completa del quadro acuto, dopo adeguata terapia iperbarica possono essere cefalea, nausea, astenia, disturbi della memoria e del carattere , psicosi, alterazioni della parola.
Terapia:
consiste nel trattamento iperbarico, in fase di urgenza può essere necessario l’applicazione della RCP e la respirazione con Ossigeno normobarico.
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Annegamento e asfissia da annegamento
Definizione:
L’annegamento (drowning) rappresenta:“ il processo che genera un’alterazione respiratoria secondaria alla sommersione o all’immersione in un liquido”.
La presenza di acqua nelle vie aeree può essere dovuta a perdita del boccaglio dell’autorespiratore con crisi di panico del subacqueo, rottura dei tubi, allagamento del sacco polmone del rebreathing, avaria improvvisa dell’erogatore.
Prevenzione:
L’apparecchiatura deve essere sempre in ordine e ben controllata, effettuare spesso esercizi di risalita in emergenza (CESA) Nonostante le misure di prevenzione l’annegamento rimane una delle maggiori cause di mortalità.
Cause di annegamento:
· Annegamento primitivo con incapacità a mantenere la testa fuori dall’acqua:
· il soggetto non sa nuotare
· Caduta accidentale o volontaria in acqua
· Il soggetto è incapace a mantenersi a galla pur sapendo nuotare
· Incarcerazione in un ambiente sommerso
· Non può fornire lo sforzo necessario per l’emersione della sua estremità cefalica (crampo o esaurimento muscolare)
· Annegamento secondario per incapacità a reagire agli stimoli generati dal contatto con l’acqua
· Causa medica
· Crisi convulsiva, accidente vascolare cerebrale, disturbo del ritmo cardiaco comparso in acqua
· Perdita di coscienza
· Trauma cranico preesistente all’inalazione di liquidi
· Sincope secondaria ad un trauma localizzato
· Oculare, ipogastrico, genitale
· Generalmente a seguito di un tuffo o ad un’improvvisa variazione tra la temperatura esterna e quella dell’acqua (sincope termodifferenziale)
· Incidente da immersione
· Immersione in apnea
· Immersione con autorespiratori
Sintomi:
Le prime gocce di liquido che entrano nell’albero tracheo-bronchiale determinano uno spasmo laringeo che persiste per 1-2 minuti
Per effetto dell’ipossia, si producono dei movimenti di deglutizione che riempiono lo stomaco di grandi quantità di liquido nel quale ha luogo la sommersione
Da ultimo, al termine di un tempo variabile di alcuni minuti, nella stragrande maggioranza dei casi il laringospasmo cede ed il liquido invade l’albero respiratorio per effetto di alcuni movimenti respiratori persistenti
In un ristretto numero di casi (circa il 15%) il laringospasmo persiste malgrado l’ipossia portando all’ “annegamento a polmoni secchi”
Questo concetto è attualmente rimesso in discussione
Il quadro clinico è caratterizzato da assenza del respiro e della coscienza, stato di shock.
Trattamento:
E’ possibile iniziare la RCP in acqua, ventilando l’infortunato con la respirazione bocca a bocca.
La prognosi si determina al momento della gestione iniziale e non autorizza ad errori di valutazione né di interruzione della catena di soccorso
Una terapia ospedaliera perfettamente condotta sarà impotente a far regredire le lesioni ipossiche iniziali dovute ad un cattivo impiego dei primi minuti successivi all’estrazione dall’acqua
Ipotermia e Diving Reflex consentono spesso incredibili sopravvivenze, talora dopo oltre 40 minuti di sommersione, specialmente in acque fredde.
Fattori che influenzano la sopravvivenza
1. Età e condizioni fisiche
2. Temperatura dell’acqua ;
3. Quantità di liquido inalato ;
4. Preesistenti affezioni cardio-respiratorie ;
5. Presenza di sostanze contaminanti nell’acqua ;
6. Rapidità ed efficacia del primo soccorso“in loco”;
7. Velocità di trasporto in ambiente sanitario idoneo
8. Applicazione di presidi terapeutici e rianimatori avanzati.
Fattori prognostici favorevoli :
· Sommersione in acque fredde ;
· Stato di coscienza al momento del recupero ;
· Tremore muscolare al momento del recupero ;
· Stato di coma di durata inferiore a 3 giorni.
Fattori prognostici sfavorevoli :
· Intensità e durata della ipo/anossia ;
Quantità di acqua realmente inalata (L’inalazione di acqua superiore a 20 ml per Kg di peso corporeo (circa 1500 cc in un uomo di peso medio) non consente pravvivenza).
· Stato di coma profondo ;
· Età e patologie concomitanti
Complicazioni
Cerebrali
Cardiache
Ematologiche:
Muscolari
Renali
ARDS (Adult Respiratory Distress Sindrome )