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Area scientifica > Medicina subacquea
Incidenti per legati ai gas respiratori
Durante l’immersioni le pressioni parziali dei singoli gas componenti la miscela, variano, al variare della profondità raggiunta.
Gli effetti principali conseguenti alle variazioni della pressione parziale dei singoli gas componenti la miscela respiratoria sono:
· Aumento della quantità di gas disciolto nei tessuti e nel sangue con possibilità di Patologia da Decompressione
Patologia da decompressione
E’ una sindrome con molte manifestazioni cliniche che è causata dalla rapida riduzione della pressione ambiente.
Questa riduzione porta il gas inerte che è in soluzione fisica nei tessuti ad entrare in fase gassosa; ciò risulta nella formazione di bolle gassose nei tessuti nelle arterie e nelle vene; è il risultato di una decompressione non adeguata successiva alla esposizione a pressioni superiori a quella atmosferica.
Quando un gas inerte (azoto, idrogeno, elio o altri) viene respirato a pressione superiore a quella ambientale passa in soluzione nel sangue e viene pertanto assorbito dai tessuti. Finché dura la esposizione in pressione, non esistono problemi. Non appena la stessa comincia a ridursi (fase di risalita) il gas inerte passa dalla fase liquida a quella gassosa formando delle bolle nei tessuti e nel circolo.
Una risalita controllata consente però una regolazione di questo processo in maniera tale da minimizzare la quantità delle bolle formatesi.
Anche se la ricompressione immediata non è una questione di vita o di morte come nel caso della embolia gassosa arteriosa, è importante iniziare il più rapidamente possibile, per aumentare la possibilità di recupero dell' infortunato.
Sintomi:
Sono estremamente vari ed in molti casi simili a quelli della embolia gassosa arteriosa, che però insorgono durante o nelle fasi immediatamente successive alla immersione. Tutti i sintomi che compaiono a distanza di oltre un quarto d' ora dal termine della immersione non sono, di massima, imputabili a embolia gassosa arteriosa
I sintomi più comuni della malattia da decompressione sono i seguenti :
Dolore : Localizzato all' interno o nelle immediate adiacenze delle articolazioni Non irradiato
Spesso transitorio (niggles) Spesso ad insorgenza graduale
Prurito : Sensazione di irritazione simile a quella da strusciamento da fibra di vetro, frequente in immersioni che comportino un cambio della miscela respiratoria o l' impiego di vestiti a circolazione di acqua calda
Pitting edema : Localizzato intorno all' area di dolore / fastidio
Più frequente in trattamenti tardivi a lenta risoluzione
Skin blotching : Marezzatura della cute a "rash", di colore rosso o blu cianotico
Spesso associata a sensazione di prurito
Risponde rapidamente alla ricompressione
Sintomi a carico del S.N.C. (nervi cranici e midollo spinale)
Di solito con caratteristiche anomale
Possono essere di minima entità
Ad insorgenza graduale
Il paziente può non averne cognizione
Sintomi otovestibolari: ipoacusia, vertigini, acufeni
Sintomatologia cardiopolmonare (vi può essere imminente pericolo di vita)
La manifestazione classica sono i " chokes" (sensazione di soffocamento con tosse secca persistente)
Molto comune nel caso di risalite rapide
Il paziente spesso lamenta la comparsa concomitante di sintomatologia neurologica
Dolore addominale " a cintura" (precursore di sintomatologia manifesta a carico del midollo spinale)
Confuso spesso con la forma dolorifica articolare
Affaticamento sproporzionato rispetto alla entità della immersione eseguita
Sintomatologia di lieve entità spesso associata a micro - embolizzazioni cerebrali
Sintomatologia dolorosa insorta durante la immersione
Terapia:
Consiste nella ricompressione in camera iperbarica da effettuare con la massima celerità possibile. Trasportare il paziente alla camera iperbarica facendogli respirare ossigeno.
Può capitare che la sintomatologia insorga con un intervallo temporale superiore alle 24 ore, ma nella maggior parte dei casi trascorrono solo poche ore.
Il 50 % accusa i sintomi entro 30' e l' 85% entro 1 ora. Solo l' 1% ha un intervallo temporale superiore alle 6 ore.
Si può verificare, talvolta, durante voli eseguiti entro 24 ore dal termine della immersione.
La filosofia della terapia:
1. Riportare l' infortunato in pressione allo scopo di ottenere la massima riduzione possibile del volume delle bolle.
2. Tenere l'infortunato in pressione per un tempo sufficiente a consentire alla terapia di esplicare la propria efficacia
3. Ottenere la massima eliminazione di bolle per il tramite del sistema vascolare, favorendo lo scarico del gas dalla bolla verso i tessuti ed il sangue
4. Evitare o limitare un nuovo assorbimento di gas inerte nei tessuti colpiti, inibendo così la riespansione delle bolle ancora eventualmente presenti nei tessuti.
5. Favorire la ossigenazione tissutale innalzando la pressione parziale dell' ossigeno nella miscela respiratoria, riducendo contemporaneamente l'edema.
6. Adeguata terapia sia infusionale che farmacologica per ridurre l'edema, impedire la emoconcentrazione e potenziare la perfusione del microcircolo.
Il trattamento di una malattia da decompressione insorta al termine di una immersione sportiva non può essere fatta in altro luogo che un reparto ospedaliero specializzato, definito come il complesso camera iperbarica, equipe medica e paramedica opportunamente addestrata.
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Tossicità dei gas per l’organismo Iperossia o intossicazione da ossigeno
Definizione:
Sindrome a carattere neurotossico, determinata dall’aumento, oltre i limiti fisiologici, della pressione parziale di ossigeno nei tessuti organici
Prevenzione:
Occorre immergersi solo in buone condizioni fisiche e con apparecchi autorespiratori in buone condizioni, non superare le profondità massime previste in base alla miscela respirata.
Sintomi:
Inizialmente pallore, sudorazione, tremore dei muscoli delle labbra e masticatori, scotomi e tinniti seguiti da nausea, vertigini, senso di malessere generale, tachicardia, accentuazione del tremore dei muscoli masticatori.
In un secondo tempo compaiono alterazione psichiche, depressione, sonnolenza, o al contrario eccitazione, allucinazioni visive ed uditive, modificazione del campo visivo, compaiono poi contrazioni muscolari di tipo tonico-clonico, inizialmente localizzate alla muscolatura degli arti e poi generalizzate, divenendo vere e proprie crisi convulsive con perdita di coscienza. Gli attacchi convulsivi hanno una durata media di 2-3 minuti e si susseguono a brevi intervalli di tempo, tra un attacco e l’altro la coscienza può tornare normale, ma permane il senso di malessere generale, con nausea, vomito, cefalea, confusione mentale.
A sintomatologia conclamata vi è perdita di coscienza, volto arrossato, respiro profondo e stertoroso, contrattura massiva della muscolatura con trisma, presenza di saliva lungo la rima orale.
Il ritorno alla norma avviene in un tempo variabile da pochi minuti a mezz’ora e residua amnesia totale e cefalea per ore.
Terapia:
Portare l’infortunato alla superficie controllando che respiri per evitare sovra distensioni polmonari, mantenendo il capo iperesteso, evitare traumi durante le crisi convulsive, evitare i traumi alla lingua, tenerlo in posizione supina o in decubito laterale sinistro con il capo leggermente esteso, somministare analgesici per la cefalea
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Tossicità dei gas per l’organismo : Narcosi da azoto o ebrezza da alti fondali
Definizione:
Sindrome a carattere neurotossico provocata dall’azoto presente nell’aria respirata.
Prevenzione:
Non effettuare immersioni ad aria oltre i 50 metri,
mantenere una normale ventilazione de evitare l’accumulo di anidride carbonica, controllarsi vicendevolmente con i compagni d’immersione in modo da risalire al primo sintomo di scompenso psitico.
Sintomi:
Rallentamento dell’attività mentale e motoria, diminuzione della memoria, fissazione di idee, senso di angoscia o al contrario senso di beatitudine e di estremo benessere, aumentando ancora la profondità si può manifestare anche perdita di coscienza.
Terapia:
È sufficiente diminuire la profondità d’immersione perché la sintomatologia scompaia rapidamente